Chi Siamo

S.O.S Tibet, India, Nepal” è una ONLUS nata ad Assisi in Italia nel 2005. 
Eugenia Cucco e Gendun dopo diverse esperienze di volontariato in India con i bambini di strada, malati di lebbra e rifugiati politici tibetani hanno deciso di aiutare direttamente le fasce della popolazione più bisognose di quei paesi creando e seguendo personalmente su loco progetti di formazione e di sostegno per le famiglie più povere.
Esperienze significative che  hanno donato il coraggio di andare avanti e di fare nuovi passi, così grazie al sostegno di alcuni amici nel 2005 è nata l’associazione “S.O.S Tibet, India, Nepal” e con lei i primi progetti.
“Speriamo che al di là di tutte queste parole emerga spontanea la forza dei fatti, quando in  paesi devastati come il Tibet, o poveri come l’India, alcune famiglie possono contare su di noi, quando in situazioni di miseria e disperazione un padre o una madre riesce ad avere un piccolo lavoro che gli assicura il minimo indispensabile per dar da magiare ai suoi figli, quando ricevono un sostegno e riescono a farli studiare, 
quando nei  loro occhi riemerge la gioia di vivere, allora anche noi ritroviamo senso e significato in questo lungo e faticoso cammino che ci porterà all’attuazione dei nostri progetti.

Come è nata S.O.S Tibet,India,Nepal

Avevo già avuto un contatto con il popolo tibetano, per un periodo avevo insegnato inglese ad un gruppo di monaci tibetani in esilio e a dei bambini a Dharamsala in India, il piccolo paese arroccato sulle montagne dove si trova la sede del governo tibetano in esilio. Quello che mi aveva colpito era il forte desiderio di apprendere di questi giovani che si impegnavano seriamente nello studio di una lingua che gli avrebbe permesso “di entrare in contatto con il resto del mondo” questo erano soliti ripetere. Ricordo di un pic nic in alta montagna una domenica pomeriggio, con la scolaresca a seguito, dopo aver camminato per diverse ore, giunti a destinazione eravamo intenti a riempire lo stomaco e ad ammirare il meraviglioso paesaggio circostante: le vette innevate facevano da sfondo ad un silenzio immacolato, l’immensità di quelle valli invitava lo sguardo a dilatarsi per contenere il cielo. Mentre contlemplavo la bellezza del luogo un gruppetto di tre bambini,Tashi, Sonam e Tsering Tondue si avvicinano lentamente con il loro quaderno degli esercizi chiedendomi di correggergli i compiti.

Rimasi allibita, dicendo loro che era sabato e non c’era lezione, che avremmo potuto giocare insieme, ma loro mi dissero che avevano già fatto gli esercizi per il lunedì ed erano pronti a farne altri; non mi era mai successo qualcosa di simile prima di allora, capii quanto grande era il loro desiderio di apprendere. Quando arrivavo in classe loro erano già pronti con la penna in mano, non perdevano mai una lezione, venivano anche se avevano la febbre alta, alcuni camminavano molto per raggiungere la scuola, erano degli studenti modello; quando camminavo per le strade del villaggio se incontravo i loro genitori, venivano subito a salutarmi, ringraziandomi per quello che facevo per i loro figli. Ho notato che nella cultura tibetana c’è un profondo rispetto per gli insegnanti, per chiunque ha qualche insegnamento da trasmettere. Anche i monaci erano ben felici di apprendere qualche rudimento di inglese, la loro umiltà a volte mi metteva a disagio, si preoccupavano sempre della mia salute e volevano essere sicuri che non mi mancasse nulla, quanto calore ho ricevuto dai loro sguardi, la compassione di cui parla Sua Santità il Dalai Lama forse non è altro che una sincera attenzione verso l’altro.

Durante la prima estate che trrascorsi in Tibet di nuovo umiltà e compassione riempivano di dolcezza il mio stare tra di loro, l’ostacolo della lingua non creava disagio, ma c’era una comprensione che a volte andava al di là della parola. Ero stata accolta con molta gioia e rispetto dalla famiglia del dottor Gendun, che in seguito sarebbe diventato mio marito, anche se non potevamo trascorrere molto tempo insieme, perché lui molto spesso era impegnato a visitare donne ed anziani che venivano da lontano in cerca di un medico, venivano a cercarlo anche molte persone per ringraziarlo per l’aiuto che aveva dato alle loro famiglie o perché semplicemente aveva li aiutava economicamente a far studiare i loro figli. Solo quando fui al villaggio venni a conoscenza del fatto che erano già diversi anni che Gendun aiutava e sosteneva molta gente del suo villaggio, e che faceva studiare diversi bambini alle scuole elementari e un paio all’università, facendosi carico di tutte le loro spese. Un giorno venne un ragazzo accompagnato dal padre e chiese di lui, entrò in casa ed iniziò a parlare, quando chiesi a Gendun di tradurre Lama Tsering, questo era il nome del ragazzo, lui era già scoppiato in lacrime, stava chiedendo a suo padre di fare dei prestiti o vendere la casa per potergli permettergli di continuare gli studi, l’unica alternativa sarebbe stata quella di andare a pascolare gli yak. Vidi molte cose nei suoi occhi ma soprattutto capii quanto deve essere difficile non aver la libertà di scelta e decisi che per quello che mi era possibile avrei voluto aiutare quel ragazzo. Dopo pochi giorni successe un episodio simile, e il giorno dopo ancora ed io non riuscivo a rimanere impassibile di fronte a quelle richieste di aiuto, così iniziai a fargli delle foto e a prendere i loro nominativi , promettendo che una volta tornata in Europa avrei cercato di raccogliere dei fondi per aiutarli.

Pochi giorni prima della partenza mi resi conto che avevo raccolto più di quaranta nominativi, Gendun si arrabbiò moltissimo con me, dicendo che non avrei dovuto promettere aiuto se non sarei stata sicura di poterli aiutare, perché loro erano sicuri che l’aiuto sarebbe arrivato e non volevo tradire la loro fiducia. Fu così che tornata in Italia mi sentivo carica di responsabilità verso quei ragazzi ai quali avevo promesso aiuto, ma mi diedi subito da fare e nel giro di pochi mesi parlandone tra parenti ed amici stretti riuscimmo a trovare dei sostenitori per ogni ragazzo, ed ogni volta che qualcuno si impegnava ad aiutare questi giovani a finire un ciclo di studi il mio cuore scoppiava di gioia, sapendo che stavamo dando ad un’altra vita la possibilità di migliorare. Nel mese di dicembre i due ragazzi universitari e tutti gli altri bambini avevano trovato un sostenitore, così con l’aiuto di qualche altro amico intimo decidemmo di creare S.O.S Tibet, India, Nepal onlus. L’anno successivo abbiamo iniziato a fare degli incontri in cui Gendun parlava della medicina tibetana e dei valori fondanti della loro cultura, tutti sembravano essere molto interessati e alla fine degli incontri parlavamo dei nostri bambini e della loro voglia di imparare a leggere e scrivere, così c’era sempre qualcuno che aderiva al progetto e questo ci faceva sentire meno soli e ci dava la forza di continuare nel nostro operato.

 

Chi siamo

Zeng Fu è il direttore della scuola statale di Garan. Ha 39 anni, è nato in Tibet, è sposato ed ha due figli. Vive tutto l’anno a Garan ed è lui che sceglie tutti i bambini che andranno a far parte del progetto delle adozioni a distanza, in genere sono i bambini più intelligenti e che hanno meno possibilità di studiare. E’ grazie a lui che il progetto delle adozioni a distanza sta crescendo, ed è lui che quando noi non abbiamo la possibilità di andare in Tibet distribuisce i soldi alle famiglie dei bambini e ci manda le nuove fotografie. Amministra l’economia della scuola di Garan e della nuova “Scuola della compassione.” Parliamo con lui telefonicamente tutte le settimane per accertarci sull’andamento dei progetti ed è lui che tiene tutta la contabilità della scuola: la spesa per la mensa scolastica, gli stipendi degli insegnanti e tute le utenze della scuola, inclusa l’elettricità ed il riscaldamento.

Leng Bum è il coordinatore dei lavori per il progetto dell’ospedale. Ha 53 anni ed è nato in Tibet, è il frtatello di Gendun, è sposato ed ha due figli. Lavora in un ufficio del governo cinese, che si occupa della costruzione delle nuove strade ed è molto ferrato in materia di diritto. Lui e Alek Tanden Rinpochè sono riusciti a farci ottenere i permessi per la costruzione dell’ospedale ed ora Leng Bum si sta occupando della ricerca di tutto il materiale edile e degli operai che si occuperanno della costruzione dell’ospedale, in modo da poter iniziare i lavori appena avremo raccolto tutto il denaro necessario.

Decen vive nella zona di Tsonko, vicino alla città monastica di Labrang. Ha 60 anni, è nato in Tibet ed è sposato, ha quattro figli e sette nipoti ed è il cugino di Gendun. E’ il coordinatore del progetto che stiamo portando avanti con i nomadi tibetani, è lui che sceglie le famiglie più povere a cui verrà regalato uno yak che li aiuterà come forma di sostentamento per la famiglia. Inoltre organizza degli incontri per le comunità dei nomadi tibetani per discutere e confrontarsi sulla loro situazione ed è molto ammirato ed apprezzato da tutti per le sue doti di ascolto e di buon mediatore.

 

 

Il Decreto Legge N. 95 del 6 luglio 2012 ha previsto la proroga del 5 per mille per il 2013 (redditi 2012), riconfermando le prassi e le scadenze degli ultimi anni di destinare il cinque per mille a favore del finanziamento di associazioni di volontariato e non lucrative di utilità sociale, associazioni e fondazioni di promozione sociale, enti di ricerca scientifica, universitaria e sanitaria, comuni e associazioni sportive dilettantistiche e delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici.
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