Testimonianze

Testimonianza di un volontario “Il sorriso del cuore”

Simone Romolini, un ufficiale dei vigili del Fuoco di Perugia lo scorso 15 luglio intraprende un viaggio che lo porta in Tibet, dove rimane per un mese.
Questo viaggio che nasce da un suo profondo desiderio che lo accompagna da anni, è una fotografia su luoghi permeati da una autentica spiritualità ed è un’occasione per aiutare un popolo che ha veramente bisogno del nostro aiuto.
A guidarlo nel villaggio di Garan, dove si trattiene per quasi tutto il tempo è il  medico tibetano Lama Gendun.

 

Garang è un villaggio che si trova ai confini della Cina, nella regione dell’Amdo a circa 3.000 metri d’altezza. 
Vi vivono circa 3.500 persone, il villaggio più vicino è a circa 40 minuti di macchina, ma lì di macchine non ce ne sono, ci sono piuttosto motocarri agricoli che vengono utilizzati come zappatrici e come mezzi di trasporto.
La giornata a Garang è scandita dal lavoro e dalla preghiera, ci si alza presto e si raggiungono i campi: terrazzi di terra coltivati ad orzo e grano, piccolissimi lotti di terreno che i cinesi assegnano alle famiglie.
Anche i bambini lavorano, a quattro o cinque anni già pascolano animali, pecore e yak.

I genitori non possono permettersi di pagare le loro rette scolastiche che equivalgono circa al loro misero guadagno e quindi molti sono i bambini che rimangono analfabeti.
Non si muore di fame! Ci si nutre di pane e stampa, un impasto di farina d’orzo tostata e burro di yak.. l’acqua non è potabile e la si usa solo per cucinare.
Le abitazioni,  a forma quadrata sono costruite con paglia e fango, l’inverno la temperatura raggiunge i trenta gradi sotto zero, nella stanza dove si cucina si accende il fuoco che scalda anche i letti .

Simone è ospite di Gendun, vive con lui, collabora al censimento delle famiglie e dei bambini bisognosi, partecipa alle operazioni di costruzione dello Stupa che il Lama ha donato al villaggio, un reliquiario dove si conservano i testi sacri del Buddismo.

A Garang non c’è un luogo dove le persone possono curarsi con la medicina occidentale, Gendun in futuro vorrà far costruire un piccolo ospedale per cui è stato già acquistato il terreno, eppure per questo anno la priorità è stata data allo Stupa, ossia alla spiritualità, che è alla base della vita quotidiana dei tibetani.
La gente prega di continuo, per strada, nei campi, nelle case o nell’unico monastero rimasto una preghiera continua con il rosario, con la ruota delle preghiere o solo con la voce quando le mani sono impegnate nei lavori domestici.
Il terreno per l’ospedale non è grande, ma dovrebbe esserci una piccola sala operatoria, uno studio per un dentista, uno per una ginecologa per aiutare tutte le donne tibetane sterilizzate dai cinesi dopo il secondo figlio perche’ hanno molti problemi ed infezioni gravi, uno per la medicina tibetana, qualche stanza per le degenze e per i medici volontari che verranno a prestare servizio.
Ho anche avuto la grande gioia di conoscere la bambina che sosterrò negli studi tramite il progetto per le adozioni a distanza e che tornerò a trovare tra qualche anno
”.
Cio’ che ha colpito maggiormente Simone in questa magnifica esperienza è stato il beneficio del sorriso del cuore, che “Non è una semplice contrazione del viso” conferma Simone, Ma pace  e leggerezza del cuore.

Lettera di un papà


Caro Tashi,
mi presento, mi chiamo Massimo e sono il tuo nuovo padre adottivo a distanza.
Abito a Padova, una città del Nord d’Italia, ho 37 anni, sono sposato e ho un vivacissimo bambino di cinque anni che si chiama Tiziano.
Ho visto le tue foto e credo che tu sia un ragazzo molto in gamba. 
Mi hanno detto che sei bravo a scuola, mi raccomando studia molto così un giorno potrai aiutare la tua immensa famiglia. Immagino che tu sia bravo anche come figlio e che aiuti la tua mamma spesso.

Quando puoi scrivimi una tua lettera, mi piacerebbe molto sapere cosa vuoi fare da grande e quale è il tuo sogno. 
Mi auguro tanto che l’aiuto, per quanto piccolo, che ti sto dando possa esserti utile così un giorno mi manderai una nuova  fotografia dove potrò vederti sorridere, perché nella foto che mi hanno dato il tuo sorriso mi manca.

Una persona  a cui ho fatto vedere la tua immagine, il tuo volto, ha detto che hai uno sguardo profondo ma un po’ triste. 
Cerca di non esserlo perché ora hai anche me e ti voglio molto bene.

Ti dico un’altra cosa: se hai un sogno, grande o piccolo che sia, qualunque sia, fai in modo che nessuno possa togliertelo, tienilo stretto a te!
Sono proprio felice di averti come figlio!


Un bacione
Massimo

 

Siamo stati poche settimane a Garan ma è stata una esperienza davvero molto forte, camminavamo per le strade dei villaggi e guardandoci intorno vedevamo le case e le strade di fango, i campi coltivati dove spesso si incontravano bambini e anziani che passavano o gente che lavorava la terra e noi avvertivamo la serenità di questa gente e la loro purezza  .
A Garan la vita non è semplice e l’inverno fa davvero freddo e le comunicazioni con gli altri villaggi diventano quasi impossibili e non ci sono posti dove curarsi, eppure i volti che abbiamo incontrato erano tutt’altro che preoccupati o tesi, come invece capita dalle nostre parti.
I bambini spesso si avvicinavano con la loro allegria e curiosità e regalavano in modo incondizionato grandi sorrisi a tutti noi, così è stato anche nella scuola del villaggio dove abbiamo trascorso una mattinata con loro tra foto ricordo, regali e la lettura delle lettere dei “papà adottivi”. E’ stato davvero toccante vedere nei genitori la gratitudine, e nei piccoli l’euforia del loro stare insieme in un posto protetto, a loro misura dove potranno imparare e condividere nuove esperienze.
Cercavo di immaginarli in inverno quando fuori la temperatura è sotto lo zero, e i bambini, insieme, mangiano un pasto caldo mentre ridono e si fanno gli scherzi.
Ho ricordi bellissimi di quell’incontro, e non vedo l’ora tra qualche anno di tornare e rivedere quei sorrisi e quei colori, e porterò con me il mio bambino e sono sicura che imparerà tanto da tutti loro.


Luisa


Il Decreto Legge N. 95 del 6 luglio 2012 ha previsto la proroga del 5 per mille per il 2013 (redditi 2012), riconfermando le prassi e le scadenze degli ultimi anni di destinare il cinque per mille a favore del finanziamento di associazioni di volontariato e non lucrative di utilità sociale, associazioni e fondazioni di promozione sociale, enti di ricerca scientifica, universitaria e sanitaria, comuni e associazioni sportive dilettantistiche e delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici.
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Non lo sprecherò.
Userò tutte le mie energie
per migliorare me stesso,
per aprire il mio cuore agli altri,
lavorerò per il loro beneficio.
Avrò solo pensieri gentili verso gli altri non mi arrabbierò
e non penserò male di nessuno.
Aiuterò gli altri il più possibile
mettendo la mia vita al loro servizio.

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