Progetto India

Sostegno al centro per i malati di lebbra di Palampur, nella zona dell’Himachal  Pradesh, Nord dell’India

Tre anni fa  in India abbiamo iniziato  ad entrare in contatto con la realtà della lebbra, che in India è ancora molto diffusa; abbiamo collaborato  con un progetto per la cura dei malati di lebbra, donando assistenza ad una ventina di malati, per la maggior parte mendicanti che si rifiutavano di ritirarsi ed essere ghettizzati in uno dei centri  di assistenza .
Ora abbiamo deciso di fornire  sostegno, medicinali, garze, e  creme antibiotiche direttamente al centro di  Palampur, che accoglie una cinquantina di persone ed è in condizioni veramente precarie, uno dei pochi punti di riferimento nel Nord dell’India per quelle persone che vengono rigettate e rifiutate  dai loro villaggi  dalle loro famiglie.


---------------------------------------------------------------


Dalle pagine del mio diario
Palampur, dicembre 2004.
Per la prima volta ho visto così tanti uomini e donne senza naso, piedi, mani, ma erano sereni. 
Il loro sorriso mi ha sconvolto. Non avevo mai visto così tanti malati di lebbra tutti insieme, non si riconoscono i corpi, solo piaghe, arti deformi, moncherini, mucchi di ossa distesi sulle stuoie con tante mosche che gli girano intorno. 
Eppure lì regnava una profonda pace, appena i loro occhi incontravano i miei, le loro labbra si spalancavano in un maestoso sorriso e due fari di luce gli attraversavano gli occhi. 
Alcuni non possono più camminare eppure corrono sulle braccia, ho visto un uomo cieco guidato da un bambino che sedeva sulle sue spalle, erano  un tutt’uno, una persona sola.
Incredibile, l’India così ricca di amore, di speranza e di contraddizioni continua a respingermi e a sedurmi al tempo stesso. 

(Eugenia)


-----------------------------------------------------------------



La storia di Subja
Dharamsala 25/11/2004
Questa mattina sono venuti quasi tutti a farsi medicare. 
Nel pomeriggio Subja mi ha chiamato mentre camminavo per la strada, il suo piede era pieno di sangue, le ferite non
riescono a rimarginarsi e la lebbra mangia la carne.
Così sono andata a prendere tutto l’occorrente e ci siamo avviati in un angolo tranquillo lontano dalle scimmie che continuano a saltarmi intorno rischiando di portar via le garze sporche, le raccolgo tutte
in una busta per bruciarle alla fine della settimana.
Aveva quasi tutto il piede infetto, erano diversi giorni che non cambiava la garza, mi sono arrabbiata molto con lui, preferisce rimanere per la strada e fare l’elemosina, così guadagna più soldi, i soldi  per alcune persone sono un vero veleno, infettano la vita.
Quando ho finito di medicarlo gli ho chiesto se voleva venire da un dottore per mostrargli la ferita, prima mi ha detto di sì poi un ombra gli ha attraversato il volto ed ha cambiato idea mi ha detto che vuole lavarsi e che ci andremo domani quanto avrei desiderato avere un bagno e permettergli di lavarsi lì dentro non posso ospitarlo nella mia pensione,
i malati di lebbra non possono entrare nei  luoghi pubblici, non possono salire sui bus, non possono entrare in un ristorante, la lebbra è una stigmate sociale questo profondo senso di impotenza mi fa sentire disarmata, mi toglie molta energia,  ma non la voglia di andare avanti.

Eugenia)



Sostegno per il Nyngtob Ling, un centro per ragazzi disabili e autistici
Dharamsala 25/11/2004
Tra le tante realtà che abbiamo incontrato, c’è stata quella del Nyngtob Ling, un centro per ragazzi disabili tibetani, situato a Sidhpur, nel distretto del Kangra.
In questo centro vivono 58 ragazzi disabili, con gravi forme di autismo e di epilessia, ragazzi ai quali viene data cura ed assistenza continua.
Nelle loro menti il tempo sembra essersi fermato, ma i loro corpi continuano a crescere e i loro sorrisi continuano a donare gioia a tutto ciò che li circonda.
Sia le spese mediche che quelle del personale sono notevoli, è per questo che abbiamo cercato di donare al centro un contributo annuo per portare il nostro sostegno lì dove ce ne è bisogno.



Volontariato
Il centro ha bisogno anche di volontari specializzati, in particolare fisioterapisti, logopedisti e arteterapeuti.
Verrà offerto vitto e alloggio, il periodo minimo previsto è di quattro mesi.



La storia di Pema (dalle pagine del mio diario)
Quando sono entrata in quella  stanza una decina di ragazzi e ragazze sedevano al suolo su alcuni tappeti colorati, il tempo e lo spazio si  erano fusi all’interno dei loro corpi, luminosi come angeli scesi chissà da quale parte di cielo.
Corpi rigidi, corpi molli, corpi grandi abitati da menti bambine carni attraversate da un sottile filo di speranza, sorrisi e gesti lenti lontani , lontani dagli altri, lontani da  chi ha paura di incontrarne lo sguardo, da chi non si avvicina sono sguardi dolci e crudeli, i loro sguardi che domandano senza chiedere, che cercano un contatto, che ci danno risposte, senza aver effettuato alcuna domanda.
Era lì, seduta a terra, Pema, e cercava di afferrare la mia mano, cercava di stabilire un contatto.
Giocava immersa tra i colori delle sue costruzioni modulando sillabe che ricordavano il rumore del vento forse aveva trenta anni, forse meno, avevo la testa piena di pensieri e di domande, mi chiedevo cosa si potesse fare per aiutarla, ma lei non staccava gli occhi dai miei, manteneva un contatto, quando mi ha stretto la mano la sua forza è giunta  a me, come un calmante improvviso, come l’ala di un angelo che anche se solo per pochi istanti riesce a condurci in  dimensioni lontane.“
(Eugenia)



Il Decreto Legge N. 95 del 6 luglio 2012 ha previsto la proroga del 5 per mille per il 2013 (redditi 2012), riconfermando le prassi e le scadenze degli ultimi anni di destinare il cinque per mille a favore del finanziamento di associazioni di volontariato e non lucrative di utilità sociale, associazioni e fondazioni di promozione sociale, enti di ricerca scientifica, universitaria e sanitaria, comuni e associazioni sportive dilettantistiche e delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici.
Italian English French German Portuguese Russian Spanish

Sostienici con un'offerta



Una preziosa vita umana
Ogni giorno al tuo risveglio pensa:
Oggi sono fortunato perché
mi sono svegliato
Sono vivo
ho il dono prezioso della vita
Non lo sprecherò.
Userò tutte le mie energie
per migliorare me stesso,
per aprire il mio cuore agli altri,
lavorerò per il loro beneficio.
Avrò solo pensieri gentili verso gli altri non mi arrabbierò
e non penserò male di nessuno.
Aiuterò gli altri il più possibile
mettendo la mia vita al loro servizio.

Contatore Visite

773748
Oggi
Ieri
Questa Settimana
L'ultima Settimana
Questo Mese
L'ultimo Mese
Tutti i Giorni
149
182
1108
111739
4827
5833
773748

Tuo IP: 54.224.203.224
2017-10-20 15:52

Seguici anche su...

Copyright © 2017 S.O.S. Tibet. Tutti i diritti riservati.
Joomla! è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.